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Progetto
Emys |
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| Tra
gli ecosistemi su cui l'Acquario di Genova e la Fondazione Acquario
di Genova hanno scelto di concentrare i propri sforzi di conservazione
ci sono gli ambienti umidi della costa ligure, ambienti sempre più
rari a causa dell'inquinamento e delle opere di bonifica. L'attenzione dei biologi dell'Acquario di Genova si è concentrata su alcuni organismi tipici e particolarmente soggetti a rischio di estinzione; tra questi, la testuggine palustre della specie Emys orbicularis, considerata estinta in Liguria e recentemente riscoperta. Oltre ad un fondamentale bioindicatore, la testuggine rappresenta una “specie-scudo” per gli ecosistemi di cui fa parte: poiché la conservazione di questo rettile richiede necessariamente la tutela delle zone umide, esso agisce come uno scudo protettivo nei confronti di habitat a grave rischio di alterazione. Il progetto di salvaguardia prevede attività di tutela, ricostituzione dell'habitat e attività di riproduzione in condizioni controllate a fini di ripopolamento. Il progetto ha portato, tra l'altro, all'installazione di una stazione per il recupero e la reintroduzione della testuggine palustre: il “Centro Emys" di Leca d’Albenga (SV). |
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Un
piccolo di Emys orbicularis |
Uno
degli stagni recuperati |
Prima
di essere liberate alcune |
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ingauna
nato al Centro Emys |
nella
Piana
di Albenga. |
tartarughe vengono dotate di un |
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di Leca
d’Albenga |
dispositivo radiotrasmittente |
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Il
Centro Emys di Leca d’Albenga |
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| Descrizione: | ||
| Le
attività intraprese dal 1995 ad oggi hanno consentito: il recupero
delle tartarughe palustri in cattività o in ambienti a grave
rischio di sparizione, la realizzazione della stazione per l’allevamento
a Leca d’Albenga, l’allevamento in condizioni seminaturali
controllate, il monitoraggio dei nuclei ancora presenti in natura, la
cooperazione con le amministrazioni locali al fine di tutelare gli ultimi
habitat e la sensibilizzazione della popolazione dell’Albenganese.
Il centro per l’allevamento delle testuggini, denominato “Centro
Emys”, è stato realizzato grazie a finanziamenti provinciali,
regionali e comunitari (vedi sotto). L’allevamento della tartaruga ingauna in condizioni controllate ha permesso di conoscere meglio la sua biologia e di ottenere un successo riproduttivo straordinario: negli anni migliori sono stati prodotti 30-50 piccoli per stagione. Le giovanissime tartarughe, nate da uova incubate all’aperto in condizioni identiche a quelle naturali, trascorrono i primi due anni di vita presso l’Acquario di Genova, per poi essere trasferite al “Centro Emys”; il rilascio in natura viene effettuato non prima di aver trascorso almeno un inverno presso il centro. Per quanto riguarda gli habitat, sono stati raggiunti i seguenti risultati: l’istituzione di un SIC (Sito di Interesse Comunitario) mirato alla tutela di alcune zone umide molto significative nei Comuni di Villanova d’Albenga e Garlenda (SV), l’ampliamento dei SIC preesistenti in modo da comprendere tutti gli habitat in cui è presente la tartaruga ingauna, lo scavo di tre nuovi stagni nell’alveo del torrente Arroscia, l’acquisizione ed il ripristino ambientale di uno stagno nel Comune di Albenga (SV). Negli anni 2011 e 2012 sono inoltre previsti interventi mirati al ripristino ambientale ed alla rimozione delle specie alloctone di pesci e testuggini in uno stagno nel territorio di Bastia, Comune di Albenga. Come evidenziato nella tabella seguente, dal 2008, anno in cui sono iniziate le attività di ripopolamento in natura, sono state rilasciate negli ambienti naturali tutelati 10-15 giovani tartarughe per anno, le quali vengono continuamente monitorate da esperti dell’Università di Genova. |
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| Nascite e rilasci di testuggini palustri
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| Approfondimenti | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Partner
Scientifici
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